Pustzai experiment

..e perchè non si dovrebbe lasciare la ricerca su tali “creature” in mano a privati in cerca di profitto privato.

Quando in Inghilterra venne commissionata una ricerca sperimentale al dr. Pustzai, questi avrebbe dovuto individuare dei protocolli, accettati in seguito dalla comunità scientifica, per stabilire se l’assunzione di cibi e derivati da OGM potesse essere dannosa. Nonostante la limitatezza nel tempo di una tale ricerca rispetto alla durata degli effetti collaterali potenzialmente nocivi (magari anche nascosti per generazioni intere, perchè no? Per poi emergere a distanza di generazioni, rendendo impossibile la correlazione causa-effetto e quindi irrintracciabile la xcausa di malformazioni, allergie, malattie autoimmuni, degenerative, ecc.), la definizione di un protocollo da parte di un laboratorio indipendente, senza evidenti conflitti di interesse, avrebbe potuto quantomeno mettere in guardia consumatori e legislatori sui potenziali effetti negativi.

Eh già: il conflitto di interessi. Perchè appare evidente che non affidereste la progettazione del vostro impianto di allarme al capo dei ladroni della zona, in quanto una progettazione lacunosa sarebbe un vantaggio per lui, che avrebbe meno problemi, dopo, a svaligiare il vostro appartamento. Altrettanto evidente dovrebbe essere allora che non ci si possa affidare agli studi e alle conclusioni delle multinazionali che producono tali OGM per sapere se sono sicuri. Insomma: non si chiede all’oste se il vino è buono: si sa già la risposta. Quindi: organismi super partes, indipendenti e autorevoli.

L’esperimento del dr. Pustzai, sintetizzato nel disegno sopra, divise le cavie in tre gruppi:

  • il primo gruppo, alimentato con patate modificate geneticamente per produrre un insetticida;
  • il secondo, con patate biologiche;
  • il terzo gruppo fu alimentato con patate non-OGM ma irrorate con il il pesticida.

La cosa sorprendente fu che soltanto le cavie alimentate con patate OGM ebbero problemi e modificazioni agli organi interni, cosa che non accadde non soltanto alle cavie alimentate con patate biologiche ma neanche alle cavie che si alimentarono con patate irrorate dal pesticida. L’osservazione spontanea che se ne deriva dice che l’organismo geneticamente modificato per produrre un insetticida è intrinsecamente, strutturalmente diverso dalla somma dell’organismo (patata) non modificato e del pesticida, a conferma dell’ipotesi che la manipolazione produce altri effetti non conosciuti e (al momento) non controllabili.

Insomma: la pia illusione che un gene sia responsabile di un effetto, e uno soltanto, indipendentemente dal contesto, è clamorosamente falsa, e questi novelli dr.jekyll-Mr.Hyde che giocano con le basi stesse della vita coltivano la presunzione di conoscere e governare meccanismi che invece conoscono solo molto parzialmente, come ho scritto qui. Presunzione e arroganza, nel momento in cui si mettono al posto di Dio convinti di poter fare di meglio.

Epilogo.

Come molti sapranno, il dr. Pustzai fu licenziato in tronco per l’interesse causato dai primi risultati delle sue ricerche. La stampa, la BBC premevano per intervistarlo e, a seguito di un paio di telefonate da Downing Street (quel Tony Blair che può annoverare, nel suo palmares, altre iniziative benefiche, come l’intervento in Irak e Afghanistan coperto da falsi dossier sulle armi di distruzione di massa, e che dopo il suo ritiro dalla vita politica si convertì al cattolicesimo, senza peraltro fare pubblica ammenda delle sue malefatte) venne licenziato intronco, il suo gruppo di lavoro sciolto e il suo lavoro screditato.

Si trovano tuttora numerose critiche al suo lavoro, così come si cerca di modificare l’opinione pubblica per renderla favorevole all’introduzione degli OGM (vedi qui), ma le domande restano:

  • Se fosse stato così incompetente come si voleva far credere, perchè una ricerca così importante era stata affidata a lui?
  • Se il suo studio fosse stato così clamorosamente sbagliato, che bisogno c’era di licenziarlo in tronco e disperedere i risultati delle sua analisi? Non si poteva aspettare che fossero pubblicati in una peer review e dibattuti pubblicamente?
  • Se il motivo del suo licenziamento fosse stato che aveva accettato di farsi intervistare, perchè non licenziare il suo superiore, che l’autorizzazione per quell’intervista l’aveva data?
  • Se quelli che producono OGM sono così convinti della sicurezza e bontà dei loroi prodotti, perchè si oppongono così strenuamente alla esplicita etichettatura? Da quando in qua uno non va orgoglioso di ciò che produce, e non vuole mettere il proprio marchio su quello che fa?

Domande, per il momento, senza risposta. O meglio, che ammettono una sola risposta: gli OGM sono pericolosi, e solo interessi economici (per non ipotizzare di peggio) fortissimi sono lì a spingerli, in quanto i consumatori, il mercato, gli scienziati onesti non li vogliono.