Provo a fare un breve riassunto della giornata, riportando più che una cronaca le impressioni personali di uno spettatore qualsiasi (cioè, io).

Sala del Forum del credito cooperativo dell’alta padovana: come sempre bello e accogliente, c’ero stato l’ultima volta due anni fa per la conferenza sulla libertà di scelta terapeutica, organizzata da Marcello Pamio (www.disinformazione.it), allora era strapieno e ad un certo punto non lasciavano  più entrare nessuno; stavolta qualche posto ancora c’era (la mattina), il pomeriggio invece c’era anche parecchia gente in piedi però.

Ottima accoglienza degli organizzatori, Radio Gamma 5, storica radio “eversiva” di Padova (gli ho regalato qualche libro, magari riesco a farmi intervistare!), Paolo Girotto, e ospite impeccabile Francesca Salvador, (www.salusbellatrix.it). Intervento iniziale di un rappresentante della banca, coraggioso devo dire, visto l’argomento, ma, ripensando al ruolo delle banche locali (come ricordato dall’ottimo Bill Still, autore di “The Money Masters” e “The secret of Oz“), tutto sommato da sostenere; anche perchè ha fatto un’ottima introduzione, sottolineando l’impegno per il territorio della banca e suo personale. Insomma, è sembrata una brava persona.

La mattina inizia con l’intervento dell’avv. Stefano D’Andrea, che mi hanno detto essere docente all’università di Viterbo; persona molto preparata e in grado di tenere il palco; nota che mi torna in mente, fra le oltre 6 ore di discorsi che ho sentito: un accenno alle politiche economiche pro-Italia del ventennio (“anche se provengo da una famiglia di solide tradizioni antifasciste, non si può omettere di dire che in quel periodo la politica finanziaria era per la promozione dell’economia italiana“) e diversi affondi contro le politiche del centrosinistra (che scoprirò poi, nel corso della giornata, essere un bersaglio particolarmente gradito).

A seguire in mattinata l’intervento di Monia Benini sulla quale non posso esprimermi: sono troppo “infatuato” di questa ragazza che sarei sicuramente di parte. Che dire? Barava, brava, brava, ci ha illustrato con dovizia di particolari la strategia anti-popoli della BCE che sta strangolando le nazioni.

Pomeriggio con Paola Musu: questa esile “ragazzina” (avvocato La prego, mi perdoni) apparentemente fragile, ha in realtà una forza e una carica che non si ferma davanti a nulla. Si capisce che solo una così poteva fare quello che ha fatto, quella denuncia che tanto eco ha avuto sul web (e speriamo continui ad averne). Brava, sintetica, essenziale ma molto, molto concreta e, torno a sottolinearlo, senza nessuna paura nè alcun timore reverenziale nei confronti di alcuno.

A seguire Serafino di Loreto (www.sdlcentrostudi.it), che io già conosco per averlo visto in altre esibizioni alla SDL: un vero marpione del palcoscenico che, con spirito e facendoci ridere, ha detto cose anche gravi e commoventi a tratti, come quando ci ha raccontato delle sue esperienze con imprenditori sull’orlo del suicidio (non per scherzo), e della attività anti-banche della sua società.

A concludere la star del momento, quel Paolo Rossi (in arte Barnard) che sta importando la MMT (Modern Money Theory, Keynes al cubo) con grande risalto mediatico, sia sul web ma non solo (ne ho scritto qui, qui e qui). Simpatico, bravo, passionale, un po’ deludente forse per aver accuratamente evitato alcuni temi scomodi (scomodi per lui, però), sia nell’esposizione, sia nelle risposte delle domande del pubblico alla fine (come forse sapete, lui non parla mai di signoraggio, nega la sostanza – o quantomeno ne sottovaluta la portata – del signoraggio secondario, il denaro emesso dalla banca centrale, ma che questa sia privata o pubblica non riveste poi una grande importanza, infatto gli USA, a suo dire, sono una nazione a sovranità monetaria, ma come? La Fed è privata! e via dicendo). Però, nel complesso, porta avanti una battaglia giusta, anche se imaligni dicono che possa essere pilotato da forze occulte nordamericane che hanno tutto l’interesse a smontare l’Euro. Mah!

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Che dire in conclusione? Siamo in tanti a voler combattere il drago, e a volergli impedire che continui a mangiare i nostri figli. Solo che alcuni lo voglio uccidere subito, altri dicono che basta esiliarlo, per altri ancora andrebbe imprigionato e tenuto al guinzaglio. Fra quelli che lo vogliono uccidere c’è chi lo vuole cuocere arrosto, chi bollito, chi impanato e fritto. E via così…

L’importante però, per il momento, è vedere che tanta gente si sta risvegliando, o si è già risvegliata, e mi auguro che l’importanza della battaglia che stiamo conducendo riesca a superare le divisioni e vederci coesi per una rivoluzione quale la storia non ha mai conosciuto prima d’ora.